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18-06-2013 Olbia si riappropria dell'Isola di Mezzo

Per decenni è rimasto un po’ il sogno proibito degli olbiesi, un luogo inaccessibile, se non con la memoria. Da oggi, però, con il parere preliminare unanime della Conferenza di Servizi convocata dall’Autorità Portuale, l’Isola di Mezzo tornerà alla città ed ai suoi abitanti che potranno raggiungerla direttamente a piedi, senza ricorrere, come negli anni che furono, ai chiattini a remi o, per i più coraggiosi,  alle nuotate dal molo Brin, dopo il tuffo dalle gru della Compagnia Portuale. Sarà un pontile in legno lungo 180 metri a collegare la terra ferma con l’isolotto al centro del golfo cittadino, ricongiungendo  un pezzo della storia  della prima metà del XX secolo alla modernità. Una lunga passeggiata, percorribile anche in bicicletta, che partirà dal viale Isola Bianca, più precisamente nel tratto compreso tra la palazzina della Capitaneria di Porto e i cantieri nautici, per raggiungere la parte granitica dell’Isola di Mezzo che, fino alla fine degli anni 50, ospitava il famoso Bar Ristorante della famiglia Carlini, la cui attività era cessata agli inizi dei ‘60, quando gli olbiesi scoprirono nuove mete per i week end al mare. L’opera si svilupperà principalmente su tre blocchi: il primo, su palizzate, partirà dall’Isola Bianca e si congiungerà, dopo circa 60 metri di percorso, al secondo blocco, costituito da una parte galleggiante realizzata con elementi prefabbricati e basculanti connessi in serie, lunga quasi centro metri e dotata di panchine, per terminare con il terzo, di circa 20 metri e sempre su palizzate, che concluderà la corsa sull’isolotto. La struttura calpestabile avrà un cuore d’acciaio resistente alla salinità e sarà avvolta interamente in legno trattato (Teak, Iroko, ecc). Il pontile galleggiante, fissato al fondale con appositi corpi morti, sarà invece composto da elementi modulari prefabbricati, connessi in serie e realizzati con struttura in pressofusione di alluminio e rivestiti di materiale plastico sostituibile in caso di danneggiamento. Tutti i blocchi saranno predisposti per il passaggio degli impianti elettrici e muniti di golfari di ancoraggio per le imbarcazioni e per il  collegamento con i corpi morti. Il collegamento alla terra ferma sarà addolcito con una rampa di accesso, con scivolo per diversamente abili e biciclette, la cui finitura costituirà un tutt’uno con il pontile, in modo da creare un senso di continuità spaziale. Un parapetto in acciaio accompagnerà l’intero percorso su entrambi i lati, mentre la passeggiata sarà intervallata da alcune panchine che offriranno la possibilità di qualche momento di suggestivo relax a pochi centimetri sopra il livello del mare. Tutto il corrimano della balaustra, infine, sarà accompagnato da un sistema di illuminazione con strisce a Led che conferirà un aspetto ancora più suggestivo all’opera. “Il progetto preliminare approvato questa mattina – spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità portuale del Nord Sardegna – rende finalmente giustizia ad una parte dell’Olbia dimenticata. Con il pontile che andremo a realizzare, i cittadini potranno finalmente riappropriarsi di uno spazio che ha fatto la storia della città, un tempo meta delle famiglie che si avventuravano col chiattino fino al vecchio ristorante dove, in quei tempi, dopo il pasto si finiva a ballare nella pista creata ad hoc. È un aspetto romantico e di grande valore che oggi riportiamo finalmente alla luce”. L’intervento, progettato e finanziato con 500 mila euro dall’Autorità Portuale, ha avuto già l’approvazione unanime del Comitato Portuale e proseguirà il suo iter per l’approvazione definitiva, una volta recepite alcune piccole varianti e suggerimenti. Tra tutte, quelle della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Archeologici, con la quale l’Autorità Portuale, vista l’area di particolare pregio ambientale ed archeologico, ha concordato la massima cura e attenzione nelle operazioni di fissaggio al suolo delle palizzate e dei corpi morti e nel recupero di eventuali reperti che saranno rinvenuti durante i lavori. “Come avevo pubblicamente annunciato nel corso della conferenza stampa ad inizio stagione – conclude Piro – questo è il piccolo intervento che avevo tenuto nel cassetto a chiusura di mandato. Sono sicuro che la città saprà apprezzare quest’opera che, in sé, nonostante la semplicità, racchiude una carica sentimentale unica. Tutta la collettività sarà presto chiamata a riappropriarsi, a piedi o in bicicletta, della sua Isola di Mezzo, sulla quale potrà risorgere qualche attività commerciale che ridarà vita ad uno spazio meraviglioso circondato dal mare”.  





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